École Sainte-Thérèse di Ans

La scuola Sainte-Thérèse si trova ad Ans (Liège) in Belgio in rue Président Wilson. Ans è un importante comune nell’interland di Liège nella Vallonia francofona, è un ‘internato’ belga che accoglie nelle sue strutture numerosi alunni e classi (dalla scuola materna alla scuola primaria) che fruiscono della stessa struttura sia per risiedere sia per studiare. Il turnover, non solo degli allievi, ma anche dei docenti, è davvero importante.

La  scuola Sainte-Thérèse si trova nel centro di uno dei quartieri a forte impatto migratorio non solo italiano, che dal 1946 accoglie minatori e operai da tutte le regioni d’Italia. Essa è stata aperta nel 1950 e ospita 375 alunni. In orario post pomeridiano vi si svolgono i corsi di Lingua e Cultura italiana organizzati dalla Fédération Wallonie-Bruxelles e sovenzionati dal Ministero Affari Esteri italiano/Consolato italiano di Charleroi nel quadro del programma  d’Ouverture aux Langues et aux Cultures (OLC). Tali corsi sono, prevalentemente, richiesti dalle istituzioni scolastiche belghe e sono tenuti dall’insegnante Remo Omar Cinquanta.

I bambini e gli adolescenti che frequentano i nostri corsi sono, in maggioranza, di origine italiana, ma si registra anche un aumento progressivo di richieste da parte di genitori belgi, o con altre origini, che desiderano far apprendere ai loro figli la lingua italiana e la cultura ad essa associata per motivi di varia natura come ad esempio vacanze e/o viaggi scolastici con soggiorni in Italia.

Questo interesse è particolarmente evidente nelle cittadine in cui vivono numerosi italofoni che, pur ben integrati nel tessuto sociale belga, mantengono vive le tradizioni dell’Italia e delle regioni di origine, suscitando curiosità e interesse nella comunità belga verso la lingua e la cultura italiana, la cui conoscenza facilita l’interazione tra le due comunità e favorisce legami sia personali che professionali.

Inoltre è importante sottolineare che la presenza nei nostri corsi di un alto numero di bambini di origini italiane riflette sia il desiderio dei nonni di mantenere vive nei loro nipoti le radici linguistiche e culturali del paese di provenienza, sia il desiderio dei genitori dei bambini di far apprendere ai loro figli la lingua e la cultura italiana, ovvero quella di origine, che sovente essi hanno imparato quasi solo per “osmosi” e con le inevitabili peculiarità dialettali delle regioni di provenienza delle loro famiglie.

Si evidenzia anche un’adeguata attenzione al processo di integrazione linguistica e culturale dei figli dei connazionali neo-arrivati, ai quali vengono garantite, su richiesta dei genitori e disponibilità delle scuole belghe, attività didattiche di potenziamento/sostegno al fine di prevenire il fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico, inevitabile quando la barriera linguistica ostacola il processo di apprendimento.

Infine, numerosi giovani italiani, o di origine italiana, che parlano prevalentemente un linguaggio meticcio (italo-francese-vallone), o i dialetti delle regioni dei loro genitori, richiedono dei corsi che diano loro la possibilità di migliorare le loro conoscenze linguistiche e la loro capacità di comunicazione nella lingua corrente, anche in previsione di possibili scambi culturali con il nostro Paese, o semplicemente per padroneggiare meglio la lingua.